Chi è Michele Niola

di Francesca Marrucci

Michele Niola era un amico, una persona speciale che è stata il primo vero motore per la creazione di questa associazione. In questo progetto ha creduto fortemente sin dall’inizio e mi ha spinto ed incoraggiato ad iniziare e proseguire il progetto insieme a tanti altri ragazzi, appoggiando le nostre scelte e condividendo i nostri sacrifici. Michele era socio onorario di Punto a Capo Onlus, il primo, e non poteva essere altrimenti.

Il suo ruolo doveva essere quello di socio fondatore, ma rifiutò, perché cosciente della gravità della malattia che ce l’avrebbe portato via di lì a poco e sapendo di non potersi impegnare a lungo termine, preferì lasciare il suo posto tra i fondatori, almeno nominalmente, a chi si supponeva avrebbe dovuto garantire le propria presenza negli anni.

Ma poco importa cosa c’è scritto sul nostro atto costitutivo, questa associazione esiste grazie a Michele, ai nostri discorsi urlati sulla vita, sulla morte, sulla gente, sulle priorità, su cosa era davvero necessario e cosa no, sulla sua convinzione che si vive meglio se si dà una mano agli altri e che le sofferenze sono sempre ridimensionate se si guardano in un contesto ampio ben più complesso di quello che gira semplicemente intorno a noi.

Michele mi ha dato tanto, l’ha dato a tutti quelli che l’hanno conosciuto e tutti l’hanno amato, anzi, forse bisogna dire che tutti ancora lo amano. E Michele, tramite noi, ha dato anche a voi tutti che siete soci e frequentate l’associazione, perché questa è frutto di quello che Michele ci ha lasciato dentro e ci ha insegnato semplicemente con il suo vivere quotidiano.

Michele è morto a soli 37 anni, il 28 marzo del 2002, due mesi e mezzo dopo la registrazione ufficiale dell’associazione, dopo aver resistito strenuamente contro una forma particolarmente marcata di talassemia. Ma non posso dire che Michela abbia lasciato un gran vuoto, frase di circostanza che spesso ricorre in questi casi, perché Michele ha lasciato tantissimo, a me e a tutti quelli che lo hanno conosciuto.

Vorrei davvero che tutti voi aveste potuto conoscerlo, perché incontrare persone così è davvero raro e non capita due volte nella vita.

A 10 anni dalla sua scomparsa, l’associazione ha avuto modo di rendergli un degno omaggio intitolandogli la sala grande della vecchia sede operativa.

Oggi, dopo 6 anni, avendo cambiato sede, è sorta l’esigenza di legare il ricordo di Michele a qualcosa di più concreto e produttivo, qualcosa che porti il suo nome e quello che ci ha insegnato al di là di quattro mura.

A sedici anni dalla scomparsa di Michele, Punto a Capo Onlus gli dedica oggi un Concorso Letterario che mira a finanziare tramite la cultura il sociale, due punti fermi per Punto a Capo Onlus in cui Michele credeva molto.

La nostra speranza è quella di riuscire a fare come lui: Michele riusciva a portare un sorriso a tutti, sapeva come equilibrare ogni situazione e contesa, portava pace in maniera sorprendentemente naturale e amava la vita come sa amarla solo chi sa che ne ha a disposizione poca.