Giorno della Memoria 2015: con Il Cantiere delle Idee a Grottaferrata il 1° febbraio per non dimenticare

Giorno della Memoria 2015: con Il Cantiere delle Idee a Grottaferrata il 1° febbraio per non dimenticare

25 Gennaio 2015 0 Di puntoacapo

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10926194_1058581107492821_1346909784271552038_nSi terrà Domenica 1° febbraio 2015 alle 17.00 presso il Teatro della Scuola ‘Giovanni Falcone’ (ex Sacro Cuore) di Grottaferrata, l’iniziativa per il Giorno della Memoria alla quale abbiamo collaborato, organizzata dall’Associazione Il Cantiere delle Idee, che conta alcuni nostri soci, con il Patrocinio del Comune di Grottaferrata e delle Comunità Ebraiche di Roma.

Da molti anni, Il Cantiere delle Idee organizza eventi in occasione di questa data, con ospiti illustri e testimoni storici della Shoah. Nell’evento di quest’anno, al quale ci hanno chiamato a partecipare e al quale abbiamo risposto con entusiasmo, ci saranno come ospiti la ormai ‘nostra’ Anna Foa, che proprio da noi a dicembre è venuta a presentare il suo libro e Alberto Di Consiglio, autore del libro ‘Il Ribelle del Ghetto‘. Il tema, infatti, verterà su due fronti distinti ma legati: il Ghetto di Roma e gli Ebrei nella Resistenza.

Di Anna sapete ormai tutto, visto che l’avete conosciuta e intervistata di persona, di Alberto Di Consiglio e del suo libro, vi riporto una sinossi critica qui di seguito, invitandovi a questo evento extra-Stagione Culturale.

 Le pagine de “Il ribelle del Ghetto” raccontano il quotidiano eroismo di un ebreo romano che non si è mai arreso all’inevitabilità dello sterminio, che ha sempre creduto nel riscatto del popolo ebraico e nella sua straordinaria capacità di sopravvivere. Lo ha fatto anche grazie a Fortunata Di Segni, la giovane ragazza di cui incise il soprannome “Ada” su un cucchiaio di legno nei giorni più bui passati a Regina Coeli che dopo la guerra ritrovò, corteggiò rispettando il galateo dell’epoca e sposò, trasformandola nella dolce e determinata “Anita”, come venne soprannominata dai tanti che vedevano in Moretto il Garibaldi di Portico d’Ottavia.

A guerra finita la Comunità è a pezzi, somma vittime e disastri, e Moretto è uno dei protagonisti della ricostruzione. Raccoglie intorno a sé i reduci dello sterminio, e i loro figli, in maniera da potersi opporre alle scorribande dei nostalgici fascisti che a breve distanza dalla cocente sconfitta rifiutano di arrendersi alla storia e tentano ancora di fare irruzione a Portico d’Ottavia per colpire gli ebrei. Moretto è il leader naturale di chi difende la Piazza dai vecchi e nuovi aggressori e quando Elio Toaff diventa il nuovo Rabbino Capo della Comunità trova in lui l’interlocutore che serve per progettare una ricostruzione che ha il suo pilastro più solido nel gruppo dei volontari che garantiscono la sicurezza di sinagoghe, scuole e luoghi di ritrovo, spesso entrando in contrasto con la dirigenza comunitaria di allora, ancora imprigionata nei timori del passato.

     Questi volontari sono “I ragazzi di Moretto”, come li chiama Mino Di Porto nel giorno del Limud, e questo libro ne raccoglie le testimonianze, li fa parlare come mai hanno fatto prima per raccontare una stagione di valori comuni, coraggio personale e sacrifici famigliari che rappresenta un patrimonio di esempi per le nuove generazioni perché testimonia, come osserva il Rabbino Capo Riccardo Di Segni, la “lotta contro Amalek”.